“Mario e Maria”, il collettivo Poetic Punkers sviluppa un testo originale e dissacrante

Bologna. Una tragedia comica dagli accenti pop, è lo spettacolo “Mario e Maria” del collettivo belga Poetic Punkers, coprodotto da ERT assieme Théâtre Les Riches-Claires e la Fondazione Luzzati Teatro della Tosse Genova nell’ambito di CARNE – focus di drammaturgia fisica, in prima nazionale il 4 e 5 aprile al Teatro Arena del Sole di Bologna.

Partendo dai dati dell’istituto di statistica belga che analizzano l’uso di alcuni nomi molto comuni (in 10 anni nascono in media 1,05 Marie al giorno), il collettivo sviluppa un testo originale, poetico e dissacrante: lo spettacolo incarna il passato e il futuro attraverso gli occhi di un uomo, figlio bastardo del nostro tempo, che racconta la sua storia, senza vergogna, alla ricerca del proprio perdono. Aiutato da altri tre interpreti, i suoi dipendenti modello, il protagonista si sforza di uscire dallo schema patriarcale di cui lui stesso è vittima.

Una satira contemporanea sull’uomo e sul suo comportamento socialmente condannato, una tragedia affrontata con ironia e derisione. “Mario e Maria” affronta il tema del machismo, cercando di dare ai suoi spettatori e spettatrici la possibilità di capire, perdonare sé stessi ed essere in grado di evolversi e adattarsi ai cambiamenti della società.
«L’autoironia diventa – scrive la compagnia – il mezzo per sottolineare il fatto che, sebbene vogliamo liberarci, emanciparci ed essere Elza, Giovanna D’Arco, Gesù Cristo, un coccodrillo, una lampada da comodino, una vetrina di gelati, Barbara Millicent Roberts o un sasso in mezzo al fiume, alla fine ci sottomettiamo tutti alle stesse regole e alle stesse abitudini. Paghiamo le tasse, portiamo fuori la spazzatura, amiamo, piangiamo, urliamo e diamo ai nostri figli gli stessi nomi di battesimo: Maria e Mario».

Poetic Punkers è un collettivo internazionale creato nel 2014 a Bruxelles e diretto da Natalia Vallebona e Faustino Blanchut. Arrivando rispettivamente dalla danza e da una ricerca che mira a sviscerare con il corpo un immaginario teatrale, e dal teatro fisico che esplora la relazione drammaturgica tra la parola e il corpo, Natalia Vallebona e Faustino Blanchut s’incontrano a metà dei loro percorsi personali, sviluppando insieme una cifra interdisciplinare con progetti di danza contemporanea e teatro fisico basati sul virtuosismo del performer, messo al servizio di una proposta teatrale contemporanea. Le loro opere hanno circuitato in Italia, Svizzera, Belgio, Germania, Portogallo, Francia, Emirati Arabi Uniti, Cina e Korea del Sud. Nel 2020 creano IL LOBO Festival a Montbrun Bocage, Tolosa, un appuntamento internazionale annuale di formazione intensiva e performance in un contesto rurale.

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